United Nations Council ChamberÉ il periodo dell’anno in cui gli amanti della cannabis festeggiano la loro pianta preferita con festival, eventi e manifestazioni pubbliche in tutto il mondo. La festa si fa ogni anno più grande ed è sempre più difficile per le autorità ignorare l’appello per nuove riforme. Quest’anno, il 420 coincide anche con un dibattito simbolico, importante nello scenario mondiale - UNGASS.

UNGASS coincide con il 420

Potrebbe sembrare una nuova tecnica di estrazione sfoggiata nei migliori ambienti hipster, ma UNGASS è solamente l’ennesimo grande anagramma delle UN. Infatti, sta per United Nation General Assembly Special Session e Aprile è il mese in cui l’attenzione degli stati membri si concentra sulle droghe … o ‘sui problemi delle droghe nel mondo’, e come affrontarli.

Questo è un fatto significativo perchè molte delle leggi che regolano il consumo di cannabis (o la loro illegalità) sono influenzate dalla United Nation Convention on Narcotic Drugs, che classifica la cannabis, marijuana, marihuana, hashish (o come desideriate chiamarla!) come un narcotico.

Perchè UNGASS è così importante?

War on DrugsGli Stati Uniti hanno tradizionalmente usato questa convenzione come spada morale, nel suo ruolo di responsabile e tutore delle politiche in materia di global drugs dal 1970. Ma per la prima volta da quando la Guerra alla Droga è iniziata, pare che vi sia un vero appetito per un dibattito sulla legalizzazione della marijuana; quest’ultimo portato avanti da nomi importanti nello scenario internazionale.

Ma mentre gli USA abbracciano Mary Jane e il Canada si propone apertamente di essere il primo paese del G7 a legalizzare, molti paesi della ‘sfera’ americana - Colombia, Jamaica e Messico - iniziano ad esplorare le loro opportunità di espandere il canna-potenziale. Nel frattempo, l’Europa, complicato patchwork di legalità, sembra dirigersi verso un’atmosfera di tolleranza.

Ad ogni modo, non lasciatevi prendere dall’entusiasmo. I veri cambiamenti richiedono il raggiungimento di accordi internazionali e, per il momento, ci sono “due grandi elefanti nella stanza” (o forse dovremmo chiamarli rispettivamente l’Orso Russo e il Panda Cinese?) che non sono esattamente famosi per essere canna-simpatizzanti.

UNGASS: Sarà la fine del proibizionismo?

Soldier Scenario da sogno: Le nazioni del mondo si uniranno, realizzeranno insieme di aver sbagliato e che, piuttosto di criminalizzare, si dovrebbe riformare, regolare, educare e trattare le dipendenze da droghe genuine come un fatto di salute.

Scenario migliore: Un ridimensionamento della retorica sulla Guerra alla Droga, con maggior enfasi sulla riduzione dei danni, che lasci i singoli stati liberi di seguire i propri programmi in tema di decriminalizzazione e legalizzazione.

Peggior scenario: Qualche dibattito senza accordo alcuno (vedi il caso del cambiamento climatico, rimpiazzando il disaccordo ‘ideologico’ per ‘economico’) e nessun cambiamento sullo status quo.

Una parola da Kofi Annan

Kofi AnnanIn un recente saggio per il giornale tedesco Der Spiegel, l’ex segretario della Nazioni Unite, Kofi Annan, critica il prevalere delle emozioni sull’obiettività delle politiche nazionali sulle droghe.

Sostiene che spendiamo 100 miliardi di dollari all’anno per tutelare il proibizionismo globale, nonostante i 300 milioni di persone che fanno uso di (qualsiasi) sostanze stupefacenti, alimentando un mercato nero che vale 330 miliardi di dollari l’anno.

Kofi Annan offre quattro semplici argomentazioni a favore della legalizzazione, che aiuterebbero a proteggere la ‘salute e il benessere dell’umanità’ - intento originario della UN Convention on Narcotic Drugs del 1961:

  • Decriminalizzare il possesso personale.
  • Accettare che un mondo libero dalle droghe è un traguardo impossibile.
  • Sostituire la repressione con regolamentazione ed educazione.
  • Riconoscere che le droghe devono essere regolate precisamente perchè rappresentano un rischio.

Per ogni consumatore di cannabis, e molte persone istruite che non fanno uso, queste sono asserzioni di buon senso, fatte da un rispettoso statista. In realtà dovrebbe essere ovvio. Tuttavia, in un mondo dove il prossimo presidente degli Stati Uniti potrebbe essere un uomo che al posto dei capelli ha un piccolo nido d’uccello, il buon senso è spesso mancante.

Quindi, questo 420, accendi una cannetta e fumala all’aria aperta, desidera che il cambiamento avvenga! Dovremmo essere entusiasti per la direzione presa dal UNGASS, ma allo stesso modo dovremmo anche sfortunatamente prepararci a rimanerne delusi…