Allenamento LST e HST per la Cannabis: La Guida Completa

La cannabis è sorprendentemente tollerante durante la crescita vegetativa, ed è proprio questa resilienza a rendere possibile l’allenamento: uno stress controllato e deliberato che rimodella la pianta in qualcosa di più compatto e produttivo di quanto diventerebbe lasciata a sé stessa. LST (Low Stress Training) e HST (High Stress Training) puntano allo stesso obiettivo con mezzi diversi, e i coltivatori li usano per una manciata di motivi ricorrenti: gestire l’altezza in uno spazio limitato, spingere la crescita in orizzontale per aprire più siti di cogollo, migliorare la distribuzione della luce e il ricircolo d’aria (che riduce il rischio di muffa) e, in outdoor, rendere una pianta meno visibile. Questa guida ripercorre entrambi gli approcci, quando usarli e come evitare gli errori che trasformano una buona tecnica in una pianta danneggiata.

Quando Allenare

La fase vegetativa è la tua finestra: la pianta è al massimo della sua malleabilità e, grazie alla crescita vigorosa di questa fase, anche al massimo della sua resilienza nel riprendersi dallo stress. Inizia non appena la pianta ha sviluppato 3-4 nodi, qualche settimana dopo l’inizio della vegetativa.

Questa guida si concentra sulle varietà fotoperiodiche, che hanno una fase vegetativa più lunga e danno all’allenamento il tempo di funzionare. Le autofiorenti richiedono un approccio diverso per via del loro ciclo compresso, consulta la nostra guida all’allenamento delle autofiorenti se è quello che coltivi.

Parti con un piano: sappi verso quale forma o struttura stai davvero lavorando prima di fare un taglio o piegare uno stelo. Se la tua tecnica prevede azioni ripetute, come legare i rami con l’LST, serve una routine: un’azione di stress seguita da due o tre giorni di recupero prima della successiva.

L’Attrezzatura che Conviene Avere

Alcuni strumenti di base rendono l’allenamento più facile per te e più sicuro per la pianta: forbici affilate o cesoie da potatura per tagli puliti, guanti monouso per non trasmettere parassiti o malattie tra le piante, alcol o una soluzione a base di candeggina per sterilizzare gli attrezzi tra un uso e l’altro, filo da giardino morbido per legare gli steli, picchetti per ancorare quel filo (gli spiedini da barbecue vanno benissimo, così come dello spago o persino dei lacci da scarpe, basta legare non troppo stretto in modo che lo stelo possa continuare a crescere), e uno spruzzino per idratare le foglie o ammorbidire il terreno quando serve.

LST: Low Stress Training

Grafico della tecnica di allenamento LST sulla cannabis

L’LST è la tecnica più delicata e tollerante dell’elenco, davvero difficile da sbagliare. Funziona piegando e ancorando delicatamente i rami per farli crescere in orizzontale invece che dritti verso l’alto, aprendo la pianta a più luce e aria invece di concentrare tutto in una cima dominante mentre la crescita più bassa resta al buio. Il principio non è nuovo, è la stessa logica usata da secoli nella coltivazione di viti e alberi da frutto: più superficie esposta significa crescita più produttiva in tutta la pianta, non solo in cima.

Tecnica di allenamento LST spiegata

Inizia presto in vegetativa, non appena raggiungi 3-4 nodi, spesso abbinato al topping per favorire la crescita verso l’esterno fin dall’inizio. La tecnica in sé è semplice: piega delicatamente lo stelo in una direzione (pensa a tendere un arco, non a spezzare un bastone) e ancoralo con filo morbido legato a un picchetto. Dagli un paio di giorni, vedrai quanto lo stelo si è adattato, poi aggiungi un altro punto di ancoraggio per estendere ulteriormente la crescita orizzontale. C’è anche vero spazio per la creatività: alcuni coltivatori hanno allenato le piante a forma di spirale e altre forme, reindirizzando continuamente la crescita lungo una guida man mano che la pianta si sviluppa.

Pianta di cannabis allenata a spirale con la tecnica LST

L’LST funziona altrettanto bene in outdoor quanto in una grow box indoor compatta: una migliore penetrazione della luce fino ai siti di cogollo più bassi e un ricircolo d’aria migliore si traducono entrambi in piante più sane e produttive, ovunque tu coltivi.

Pianta di cannabis allenata con il metodo LST

HST: High Stress Training

L’HST va oltre, spesso rimuovendo parti della pianta direttamente, il che lo rende più impegnativo per la pianta e meno tollerante a un errore di valutazione. Conosci lo stato di salute della tua pianta prima di iniziare, non è la tecnica con cui sperimentare su un esemplare stressato o in difficoltà.

Infografica delle quattro tecniche HST: topping, fimming, mainlining e super cropping

Il topping è il metodo HST più semplice: un taglio netto rimuove la cima della pianta, reindirizzando l’energia che avrebbe alimentato la crescita verticale verso i rami laterali. Il risultato è una pianta più compatta con uno sviluppo laterale migliore e più siti di cogollo, anche se leggermente più piccoli. La nostra guida al topping della serie Skunkworks la spiega passo dopo passo.

Taglio di topping su una pianta di cannabis che favorisce la crescita laterale

Il fimming (il nome deriverebbe da “f*ck, I missed”, le parole di un coltivatore il cui tentativo di topping è andato storto) è una variante deliberata: invece di un taglio netto, lasci circa il 30% della punta di crescita intatta. È particolarmente comune nei setup SCROG e, come il topping, apre la crescita laterale e aggiunge siti di cogollo. La nostra guida completa al fimming e al topping copre la tecnica esatta.

Infografica che spiega la tecnica FIM sulla cannabis

Il mainlining è la più elaborata delle quattro: un processo di topping strutturato che produce da 2 a 8 “mainline” definite che partono da un’unica base toppata, concentrando l’energia della pianta su un numero ridotto di rami forti e sviluppati in modo uniforme invece di molti irregolari. Di solito si esegue quando la pianta è alta circa 30 cm e ha 6-8 nodi, abbastanza sana da sopportare il taglio importante necessario per stabilire il “manifold” iniziale. La nostra guida al mainlining e il tutorial della serie Skunkworks approfondiscono l’esecuzione.

Infografica della struttura dei rami di una pianta di cannabis mainlinata

Il super cropping suona più drammatico di quanto sia realmente: si pizzica uno stelo e lo si piega in modo che il tessuto interno si rompa mentre lo strato esterno resta intatto, aumentando la flessibilità in quel punto. Alcuni coltivatori riportano un aumento della produzione di resina dovuto alla risposta localizzata allo stress, oltre ai consueti benefici sulla crescita laterale. Il vero rischio è esagerare e spezzare lo stelo del tutto, la nostra guida al super cropping spiega come farlo in sicurezza.

Infografica della tecnica di super cropping sulla cannabis

Gestire il Rischio

Prima di applicare qualsiasi tecnica HST, controlla la pianta: crescita sana e vigorosa, buon colore delle foglie, nessun danno da parassiti o sintomi di carenza. Una pianta stressata è più vulnerabile a parassiti e malattie, allenarla sopra a questo non fa che aggravare il problema.

Concedi alla pianta un tempo di recupero reale. Topping e fimming lasciano uno stelo aperto e cavo che ha bisogno di tempo per calloizzarsi; il super cropping lascia una cicatrice dura, tipo “nocca”, nel punto della piegatura. Lascia che entrambi guariscano secondo i loro tempi, invece di affrettare il round di allenamento successivo.

Ci sono alcuni errori specifici da tenere d’occhio. L’eccesso di lollipopping è facile in cui scivolare, una volta iniziato a rimuovere fogliame è allettante continuare, ma se ne togli troppo in una volta riduci la capacità della pianta di fotosintetizzare, il che rallenta la crescita invece di aiutarla. Distribuiscilo nel tempo. Piegare troppo durante l’LST spezza steli che una piegatura più lenta e delicata avrebbe gestito senza problemi, vai piano. Allenare in fioritura è più rischioso che in vegetativa, la pianta è più sensibile allo stress una volta che si è dedicata alla produzione dei fiori, quindi limita l’HST soprattutto alla crescita vegetativa. E non ignorare quello che la pianta ti sta comunicando: foglie cadenti, scolorimento e crescita rallentata sono tutti segnali che hai spinto troppo, e vale la pena ascoltarli prima della mossa successiva, non dopo.

Lavora con la Pianta, non Contro di Essa

Coltiviamo e alleniamo cannabis ad Amsterdam dal 1994, e il principio non è cambiato: queste tecniche funzionano perché la pianta vuole riprendersi e continuare a crescere, il tuo compito è sapere quando spingere e quando fare un passo indietro. Fatti bene, sia l’LST sia l’HST si traducono direttamente in una migliore esposizione alla luce, un ricircolo d’aria migliore e rese sensibilmente migliori.

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