Flavonoidi e terpeni, la differenza e perché è importante

Se sei alle prime armi con la cannabis, o anche se hai già fatto qualche esperienza, potresti essere ancora confuso sul ruolo che svolgono i composti della pianta di cannabis al di là dei cannabinoidi come CBD e THC. Questo articolo analizza i flavonoidi e i terpeni e come funzionano questi composti, separatamente e insieme.

l’attenzione si è spostata rispetto al tradizionale punto focale su ciò che è importante in una pianta di cannabis per i consumatori. All’inizio si parlava solo di cannabinoidi – principalmente THC e CBD – con le loro proprietà psicoattive e terapeutiche.

Mentre l’attenzione si è leggermente spostata sui terpeni, un altro gruppo di composti rimane in gran parte nell’ombra: diamo un’occhiata al ruolo dei flavonoidi.

Cosa sono i flavonoidi?

In inglese, il termine flavonoide è un termine improprio perché suggerisce una relazione con il sapore o il gusto (flavor=sapore – flavonoid=flavonoide). Tuttavia, i flavonoidi sono un gruppo di pigmenti vegetali presenti in un’ampia gamma di frutta, verdura e fiori e sono la ragione dei loro colori vivaci.

Questi pigmenti non si limitano a dare una bella colorazione, ma svolgono anche un ruolo importante nel proteggere una pianta dalle minacce alla sua salute, come i raggi UV e i parassiti. Nella cannabis, i flavonoidi contribuiscono alle proprietà terapeutiche uniche della pianta e lavorano in armonia con i cannabinoidi e i terpeni per creare gli effetti e i benefici complessivi.

I flavonoidi sono un sottogruppo di fenoli. Il termine indica un’ampia categoria di sostanze chimiche naturali presenti nelle piante con riconosciute proprietà antiossidanti, antimicrobiche e antinfiammatorie.

Per questo motivo, i flavonoidi rappresentano un’area di ricerca in espansione, con studi sui loro potenti effetti antiossidanti e antinfiammatori.

Cosa sono i terpeni?

Per capire i flavonoidi, è utile comprendere i loro cugini più famosi. I terpeni sono composti aromatici volatili prodotti nelle stesse ghiandole (tricomi) in cui vengono prodotti i cannabinoidi.

Sono il motivo per cui una varietà profuma di agrumi, pino o diesel. La loro funzione principale nella pianta è quella di attirare gli impollinatori e respingere i parassiti, ma sono anche una parte fondamentale di ciò che dà a una varietà la sua “personalità”. Per saperne di più sui terpeni, sul loro ruolo e sulle loro qualità individuali, leggi l’articolo L’effetto entourage dei terpeni della cannabis.

Il potere dei flavonoidi

A differenza dei terpeni, i flavonoidi non sono conosciuti principalmente per il loro aroma. Si tratta invece di pigmenti vegetali responsabili dei colori vivaci che vediamo nella cannabis, dal viola intenso della“Gulupa” alle sfumature rossastre della “Red Velvet Auto“.

Pianta di cannabis Gulupa, di Paradise Seeds
Gulupa, di Paradise Seeds (Foto: Mr Q)

I flavonoidi sono una vasta famiglia di composti presenti in tutto il regno vegetale, dai mirtilli al cavolo, dal vino rosso al tè verde. Sebbene siano stati identificati oltre 20 diversi flavonoidi nella pianta di cannabis, i più particolari sono le cannaflavine, che si trovano esclusivamente nella cannabis.

Il vero significato dei flavonoidi va ben oltre il colore. Le ricerche dimostrano che sono potenti antiossidanti e possiedono proprietà antinfiammatorie, antitumorali e neuroprotettive.

Ad esempio, alcuni studi suggeriscono che la cannaflavina A e B ha effetti antinfiammatori fino a 30 volte più potenti dell’aspirina, colpendo l’infiammazione alla fonte senza gli effetti collaterali negativi di molti farmaci antidolorifici da banco. Anche altri flavonoidi comuni, come la quercetina e l’apigenina, sono oggetto di studio per i loro ampi benefici sulla salute.

Dai flavonoidi ai flavoalcaloidi

Con l’interesse dell’industria farmaceutica per le proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e anticancerogene dei composti fenolici, in particolare dei flavonoidi, sono in corso ulteriori ricerche sui flavonoidi nella cannabis.

Uno studio del 2025, condotto da ricercatori dell’Università di Stellenbosch in Sudafrica, ha fornito la prima prova della presenza di una rara classe di fenoli, chiamati flavoalcaloidi, nelle foglie di cannabis, invitando i coltivatori a non buttare via i loro residui di cannabis!

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Science Daily cita uno degli autori della ricerca, la dottoressa Magriet Muller, che ha dichiarato;

“La maggior parte delle piante contiene miscele altamente complesse di composti fenolici e, mentre i flavonoidi sono ampiamente presenti nel regno vegetale, i flavoalcaloidi sono molto rari in natura”.

Il suo collega, il professor De Villiers, autore principale dell’articolo, ha dichiarato: “La nostra analisi evidenzia ancora una volta il potenziale medicinale del materiale vegetale della cannabis, attualmente considerato un rifiuto. La cannabis presenta un profilo fenolico non cannabinoide ricco e unico, che potrebbe essere rilevante dal punto di vista della ricerca biomedica”.

La differenza fondamentale: Flavonoidi e terpeni

Profumo vs. Sostanza

  • I terpeni sono l’aroma e il sapore
  • I flavonoidi sono i composti terapeutici più colorati e profondi.

Sebbene entrambi contribuiscano al profilo sensoriale di un ceppo e siano essenziali per l’effetto entourage, i flavonoidi sono ora riconosciuti per il loro potenziale di fornire un’ampia gamma di benefici fisiologici. Si tratta di una distinzione fondamentale sia per i consumatori che per i pazienti medici.

Infografica su flavonoidi e terpeni

Cosa aspettarsi dai flavonoidi in futuro?

Un crescente numero di ricerche e le sorprendenti scoperte che ne derivano, come lo studio dell’Università di Stellenbosch, ci ricordano la notevole complessità chimica della pianta di cannabis.

Una pianta su cui per quasi 100 anni (durante il XX secolo e il primo decennio del XXI secolo) ci si è concentrati solo come veicolo per “sballarsi” sta mostrando un potenziale entusiasmante per la medicina a base vegetale, in quanto la ricerca sta svelando le sue qualità speciali.

Gli studi sui flavonoidi ci ricordano anche che i coltivatori e i consumatori di cannabis potrebbero perdere i potenziali benefici concentrandosi solo sulle grandi cime!

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